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Nel dicembre 2008, dopo più di venti anni, Sergio Giacomini commenta i brani della sua vecchia band: gli Afrodisia Città Libera.
Testi e musica di Sergio Giacomini (voce).
Con Stefano Nocetti (basso), Andrea Ragazzi (batteria), Adele Canalini (tastiere), Franco Giacomini (chitarra).
Grafica di Denni Lugli (www.dennylugli.it).
Per contatti: giacominisergio@gmail.com
Ascolta: Stati d'ansia (2.724,686 KB)
Dall'EP "Stati d'ansia" (1985)
Ascolta il commento di Sergio Giacomini (151,368 KB)
Spazio ristretto
un accerchiamento
rigurgiti di visi e braccia
Genitori comprensivi
sviluppano disadattati
Implosione di umani
carne da macello fluttuante.
Donne chiedono amore
ad un'inserzione pubblicitaria
Make up invadenti
cercano un riconoscimento
Omosessuali offron prestazioni
distanti anni luce.
Stati d'ansia, stati d'ansia, stati d'ansia, stati d'ansia.
Un'esercito di gente
che deve piacere
si avvinghia a sé stesso
in competizione
Un lavoro sicuro
una casa sicura
un amore sicuro
un esaurimento sicuro.
Una condizione
che non ha dignità
nemmeno nel dolore
perché non c'è dolore
Ci si suicida felici
senza sapere perché.
Stati d'ansia, stati d'ansia, stati d'ansia, stati d'ansia.
Ascolta:
Corrosioni di una notte di mezza estate (1.968,289 KB)
Dall'EP "Stati d'ansia" (1985)
Ascolta il
commento di Sergio Giacomini (67,656 KB)
Un'estate snervante
e l'apatia corrode
Le cose vengono sempre a metà
qualcuno le ha già fatte poi, o no?
Io sono due, sono due
trovo un equilibrio al mio sostentamento.
L'apatia corrode
nessuno si interessa a te.
Vuoi un'emozione?
Un dio che non sia un Roipnol?
Un'emozione...
Il piacere perfetto ti lascia insoddisfatto.
Una sostanziale infedeltà
una cicatrice interiore
Gli anni non cancellano
una latente insoddisfazione.
Le ore non materializzeranno i sogni
i tuoi sogni
Non sei tu
non sei più tu
l'apatia corrode.
Vuoi un'emozione?
Un dio che non sia un Roipnol?
Un'emozione...
Il piacere perfetto ti lascia insoddisfatto.
Ascolta:
L'esodo di ritorno (1.366,906 KB)
Dall'EP "Stati d'ansia" (1985)
Ascolta il
commento di Sergio Giacomini (127,368 KB)
Sono tornati, sono tornati
la forza dell'esempio
la sicurezza della sottomissione
i condannati.
Duri, forti, vecchio stampo
il grigiore di una generazione.
E' l'esodo tranquillo e assassimo
lento e travolgente
sono un disturbo sul loro cammino
un'interferenza invadente.
Tony sta già impazzendo
sta preparando uno sterminio
con l'odio di chi è braccato.
Il cancro si estende
e ripristina il dominio
c'è qualche defezione
una famiglia è annegata.
E' l'esodo di ritorno
di un cancro che produce e lavora
si prepara a passare l'inverno
in tutto il suo grigiore.
Ascolta:
L.L.17 (1.459,121 KB)
Dall'LP "Il veleno della sottomissione" (1987)
Ascolta il
commento di Sergio Giacomini (261,192 KB)
Allungo un po' i miei passi
sulle vie di questa città stanca
come un cane senza collare
e il cuore batte forte di ricordi
Ma quanti anni avrai?
Ti ricordi?
Quando fiera della tua rabbia
massacravi ogni ingenuità
I tuoi baci e le tue pugnalate
e il desiderio aspro della preda
Perché è vero che l'amore riscalda
ma la supremazia brucia.
Restringi ancora queste mura
Che siano forti e scure
Umide del tuo respiro
non mi lascino fuggire.
Voglio un'aria malsana
una cella di passione
piena solo del tuo respiro
Qualcosa che colpisca forte lo stomaco
che abbia il fascino di una notte araba
e l'intensità di un'esigenza
Ubriaco di profumi
voglio dimenticare
un'ipotetica libertà da quarantenne
Felice
disperatamente felice di essere schiavo
perché la tua indifferenza
mi fa male.
Ascolta:
Letti (1.104,811 KB)
Dall'LP "Il veleno della sottomissione" (1987)
Ascolta il
commento di Sergio Giacomini (396,120 KB)
Qualcun altro ti ridarà
un interesse
ma non sarò più io.
Fragile fibra
e dolce veleno della sottomissione
lacrime leggere...
Non sei Rudolf Nurejev
il divino e i suoi voli
Tu sei sperma sprecato.
Ascolta:
Tempesta e assalto (1.067,172 KB)
Dall'LP "Il veleno della sottomissione" (1987)
Ascolta il
commento di Sergio Giacomini (170,016 KB)
Sicuramente ho dei santi in paradiso
e angeli che mi coprono le spalle
L'oscurità non mi riguarda
posso agire alla luce
Certo non credo alle tue lamentele
ma adescami ancora una volta
Il tuo seno cadente in fondo
mi ha pagato più di un conto al ristorante.
Non tremare soldato
e trafiggi il suo torace
tu che puoi colpire in alto
Si squarci pure il cielo
e si riversi la vendetta
Non c'è sangue più dolce di quello di un dio
sceso sulla terra ad espiare i suoi peccati.
Chi mi protegge sa fare il suo lavoro
Vendimi il tuo cuore...
lo scaglierò all'assalto
Perché il dolore non nobilita nessuno
e il piacere è nella trasgressione
La bellezza è un sussulto
il desiderio è un attimo
Tu vivi nel deserto
come puoi temere il fango?
Ascolta:
La peste (1.336,259 KB)
Dall'LP "Il veleno della sottomissione" (1987)
Ascolta il
commento di Sergio Giacomini (147,024 KB)
Si corre come pazzi insetti
ad ogni minimo bagliore
inebriati dai profumi delle notti d'estate
Qualcosa ci incatenerà
Qualcuno ci raccoglierà
sfibrati e con gli occhi sbarrati
perché gente come noi
baciata dalla sorte
per un abbrraccio forte
è pronta a barattare lo stupore.
Si sprofonda
e ci si cala dentro ogni sguardo
cercando la tenerezza o la bestia
Si confonde il coraggio con l'umiliazione
e si completa l'inganno
mimando la paura della morte
quando tutti noi sappiamo
che ciò che ci spaventa è il degrado.
Di chi la colpa o l'incoscienza?
A chi il disprezzo della prima pietra?
Non temo il giudizio
o la morale di un dio cialtrone
Ma in questi tempi di follia
non basta l'innocenza
perché il giudizio di oggi
è il contagio.
Ascolta:
Fuga (839,369 KB)
Dall'LP "Il veleno della sottomissione" (1987)
Ascolta il
commento di Sergio Giacomini (98,832 KB)
Ascolta:
I fiori malsani (1.442,153 KB)
Dall'LP "Il veleno della sottomissione" (1987)
Ascolta il
commento di Sergio Giacomini (259,296 KB)
Artur Rimbaud e i suoi velieri
Diciassette anni sbocciati nel male
Paul Verlaine suo amante
Il fascino della passione
Baudelaire, il peccato mortale
Oppio, religione dei popoli
Oscar Wilde e l'eterna giovinezza
La bellezza in un ritratto.
Non mi vedrai sfiorire
distrofico e colpevole
La carne è tesa
e pronta alllo sforzo
Sfinteri dilatati e bocche avide
voci roche e spudorate
Corpi sfiancati
letti disfatti di peccati
vi amo.
Ascolta:
Preghiera del mattino (1.658,308 KB)
Dall'LP "Il veleno della sottomissione" (1987)
Ascolta il
commento di Sergio Giacomini (152,688 KB)
Madre della nascita
dammi il fascino della carne
l'odore del sesso animale
un futuro immorale
o un anonimo aborto.
Avrò in pugno Dio
col ricatto della colpa
Come uomo un padrone
come donna una troia
La malizia e la depravazione.
Ascolta:
Spire (1.438,485 KB)
Dall'LP "Il veleno della sottomissione" (1987)
Ascolta il
commento di Sergio Giacomini (150,408 KB)
Spezza l'inquietudine
dai un ritmo all'oscurità
Stempera l'attesa
di labbra prima diafane
che bagnano le mie
riconoscenti.
Amo Medea e la sua incoscienza
le spire splendenti della pazzia
La perfezione è degli dei
ed è una condanna che non ci riguarda
Nessun incantesimo
vale il calore di un corpo.
Bruciami, bruciami
dai un ritmo all'oscurità
Fondi sangue e saliva
su labbra non più diafane
Rosse nel furore di un ritmo viscerale
che annebbia gli sguardi
rende forti e fragili.
Battono le tempie
e i fianchi scuotono la morsa
l'aria è irrespirabile
torbida di crimini e di ostacoli travolti
Nessun incantesimo
vale il calore del tuo corpo
il conforto delle labbra
che mai più saranno diafane.
Ascolta:
L'indiscrezione (1.590,992 KB)
Dall'LP "Il veleno della sottomissione" (1987)
Ascolta il
commento di Sergio Giacomini (224,328 KB)
Benvenuto Mr. Bennett nell'eden dell'indiscrezione
Qui nessuno la punirà per la sua nostalgia
Qualche lacrima per Harcourt
sul suo viso in cornice.
E mentre la bellezza se ne va, l'Europa si infiamma
la Spagna si contorce colpita
e all'ambasciata inglese a Parigi siede la mediocrità.
Lei ha scelto i cieli di Mosca
le notti brillanti dei poeti nei bar
I sogni fuori linea del compagno Bulgakov
che alla luce del plenilunio formano streghe e diavoli
che danzano al bagliore della diversità.
Benvenuto Mr. Bennett
questo è veramente un altro paese.
Uomo, sia maledetto nel tempo chi ti ferisce.
Mai uno staffile osi colpirmi.
La carne è il tempio e l'anima è l'urna.
Benvenuto Mr. Bennett
Benvenuto al suo coraggio
nel paese dei teatri e dell'isolamento.
Un uomo non può vivere a metà
e nel nostro lungo inverno
la sua bellezza la riscalderà.
Uomo, sia maledetto nel tempo chi ti ferisce.
Mai uno staffile osi colpirmi.
La carne è il tempio e l'anima è l'urna.
Ascolta:
Il giorno del ringraziamento (1.980,802 KB)
Dall'LP "Il veleno della sottomissione" (1987)
Ascolta il
commento di Sergio Giacomini (256,800 KB)
Così distrattamente
una lama in penombra
che segna un risveglio
altrimenti sereno
E ne screzia l'anima.
Un amarissimo grazie
Per avermi rifilato
Un'anestesia di tutti i giorni
Che rimbalzano qua e là
Nell'abitudine.
Ma è forte nell'aria
Primitivo come la fame o la sete
Nonostante l'erosione quotidiana
Dove tutto sembra sgretolarsi
In una miriade di individui scollati
Di nuove crociate sui gusti
Improvvisamente nobilitati
Amati come una bandiera senza un perché.
I vecchi barbari ora sono efficienti
La loro casta è la penultima
Ma l'ambizione di arrivare alle briciole era forte
E la lotta è stata dura...
Ma sotto il trucco chi c'è?
Una dea viziosa o la frigidità?
Un intellettuale o la mediocrità?
L'effimero...
E' un legame di razza
Di cui dovrei sapere diffidare
Che mi inchioda anche se so
Che ho bisogno di qualcosa
Che duri più di una notte
Più dello spazio tra una notte e un giorno
O dell'ultima tua voglia.
Così distrattamente
Una lama in penombra
Che segna un risveglio altrimenti sereno
E ne screzia l'anima.
Ma è forte nell'aria
Primitivo come la fame o la sete
E anche se dura una notte
Se sono l'ultima tua voglia
Io ti do quello che ho.